di Fernando M. Adonia- Tutto e il contrario di tutto. Il decreto salva-Pdl provoca questo. Di per se la faccenda è così assurda che ulteriori commenti sarebbero superflui. Cioè, sia chiaro: sia la mancata candidatura delle liste, che il loro ripescaggio, imbarazzano. E non poco. Da un lato ora è lecito chiedersi “ma chi ci Governa, quelli che non riescono a presentare una documentazione in tempo?” Dall’altra pure la domanda disperante “chi ci salverà?” Si, proprio a noi comuni mortali?
È vero: Il buon senso ci può portare a dire che, se è solo una faccenda di ritardi e firme, ben venga la riammissione del Pdl. «Eh va’ bene!». Ma bisogna esclamarla con dizione siciliana per capire quanto siamo esperti nell’arte del rattoppo. Peccato però che per la ganasce alle ruote, per i ritardi nei pagamenti di multe, tasse o bollette non possiamo usufruire di un capo dello stato sempre pronto al buon senso. Che poi sia Scalfaro a difendere il suo successore, sulla scorta di possibili “violenze” di piazza, un po’ lascia perplessi. Ma perché, si è rischiato tutto questo? Se è così allora firmiamo l’abolizione del DASPO, qualsiasi manifestazione di piazza e tutte le sagre di paese. Ecco la verità: Napolitano non ha firmato una legge “ad personam”, o presunta tale. Ma sulla scorta di un presunto stato d’emergenza, ha avallato una legge “fascistissima”, o peggio ancora “berlusconissima”.
Siamo in pieno regime, di delirio però. Ma non ci riferiamo solo a Scalfaro -per carità- ma a tutti. Per aggiustare la violazione di una regolamento, stiamo adducendo “interpretativi” stucchevoli: rendiamocene conto. Utili però. A chi si sta salvando la poltrona, certamente. Come è utile difendere Napolitano oggi, mentre dopo la bocciatura del lodo Alfano lo si è linciato. E’ piacevole marciare contro la magistratura per mesi e mesi, ma utile oggi affidarsi a lei per vedere riconosciuto il proprio diritto a concorrere alle elezioni. Oppure fa eroe sfidare Silvio sul campo come cavalieri medievali, e poi imbestialirsi per la sua riammissione elettorale. Di Pietro ne dovrebbe sapere qualcosa. Unico coerente: Bersani, almeno lui non si è mai sbilanciato.
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