Rivolta nera a Rosarno

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di Sostine Cannata

Rivolta immigrati - Repertorio (www.infoaut.org)

Centinaia di immigrati, lavoratori agricoli della Piana di Gioia Tauro, per lo più neri, si sono rivoltati oggi pomeriggio e stasera contro chiunque si trovasse a tiro per le strade di Rosarno. Il tutto è scaturito dal ferimento di due di loro, uno rifugiato politico del Togo, provocato dall’esplosione di colpi d’arma ad aria compressa. Sono centinaia le auto distrutte, i cassonetti bruciati e le abitazioni danneggiate. Un intero pomeriggio di guerriglia urbana, che trova ragione nel clima di razzismo ed emarginazione sociale, civile, abitativa ed economica che caratterizza la vita di migliaia di uomini ridotti in quasi-schiavitù negli agrumeti e negli uliveti della Piana, complice il Governo nazionale che, sulla base di pregiudizi e leggi pseudorazziste, nega l’esistenza di questi uomini. A maggio del 2009, proprio a Rosarno sono state arrestate tre persone con l’accusa di riduzione in schiavitù di lavoratori immigrati. Già alla fine di dicembre del 2008 erano stati esplosi colpi di arma da fuoco contro gli immigrati da giovani razzisti e/o mafiosi della zona.

Gli immigrati armati di spranghe e bastoni hanno occupato la strada statale colpendo e danneggiando automobili, anche con persone a bordo, case, cassonetti dei rifiuti.

La Polizia in assetto antiguerriglia ha solo contenuto l’ulteriore possibile degenerazione dei fatti. In serata, dopo il tentativo di una trattativa e l’arrivo di rinforzi di pubblica sicurezza, qualche centinaio di giovani di Rosarno si stavano organizzando per “dare risposta” agli immigrati.

Probabilmente i fatti di oggi non rimarranno senza conseguenze, perché la ‘ndrangheta non dimentica, così come non ha dimenticato la camorra di Casal di Principe, nel casertano, quando fece strage di cinque immigrati africani: tre ghanesi, un liberiano e uno del Togo.

È curiosa la coincidenza di questi fatti con l’arrivo in pompa magna del Ministro degli interni Maroni e del Ministro della giustizia Alfano stamattina a Reggio Calabria, dove hanno annunciato, per sconfiggere la ‘ndrangheta reggina, che da sempre è anche ‘ndrangheta della Piana, 121 nuovi arrivi tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza e alcuni PM. Forse avrebbero fatto bene ad andare a dare un’occhiata a ciò che succede a Rosarno, e non da oggi, e che di fatto viene derubricato a problema locale, tra braccianti immigrati da una parte e cittadini e proprietari di terre della Piana dall’altra.

È chiaro che nelle istituzioni nessuno vuole che la rabbia degli immigrati divenga visibile né a livello locale né a livello nazionale, dove si preferisce fingere di non vedere. Men che meno, la ‘ndrangheta, che il mercato dei braccianti immigrati controlla, vuole che gli immigrati si organizzino e facciano emergere le condizioni di negazione dei diritti elementari nelle quali sono costretti a sopravvivere. Per far tacere ogni protesta cosa c’è di meglio che mandare qualche scagnozzo a sparare qualche colpo di scacciacani a quei quattro “cani rognosi”? Stavolta però sembra che gli immigrati non ci stanno.

Lo abbiamo già visto per le proteste nei CPA. A fatti come questi seguirà un’espulsione in massa dall’Italia degli immigrati clandestini di quelle zone, anche di coloro che non erano lì a rispondere in modo rabbioso alle umiliazioni. Il tutto sarà condito dalla causa dell’ordine pubblico.

C’è da chiedersi: ma tutto questo c’entra con ciò che succede negli aeroporti e per le strade di mezzo mondo in questi giorni e da un decennio a questa parte?

Il Presidente della Regione Calabria Loiero ha dichiarato che tutto ciò è il frutto del clima razzista e mafioso che caratterizza i luoghi dell’esistenza di questi uomini sfruttati e che nulla ha a che fare con la popolazione di Rosarno.

Lo Stato è assente, troppo occupato con i poliziotti di quartiere, le nonnine e i nonnini che ancora hanno paura dei ladri e degli assassini che per qualche anno, prima della vittoria elettorale di Lega e PDL, hanno visto affacciarsi nelle loro vite, dai balconi barocchi di Canale 5, Italia 1 e Rete 4, e che hanno gravemente turbato per sempre i loro ormai leggeri sonni.

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