| Serradifalco | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | |||||||||
| Altitudine: | 504 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 41,59 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 157 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Grottadacqua | ||||||||
| Comuni contigui: | Caltanissetta, Canicattì (AG), Montedoro, Mussomeli, San Cataldo | ||||||||
| CAP: | 93010 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0934 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 085018 | ||||||||
| Codice catasto: | I644 | ||||||||
| Nome abitanti: | serradifalchesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Leonardo Abate di Noblac | ||||||||
Serradifalco è un centro industriale, minerario e commerciale della regione collinare tra il Fiume Platani e il Fiume Salso alle falde nordoccidentali della Serra Cusatino (643 m).
L’abitato è posto sul ciglio di una cavità carsica, occupata dal temporaneo Lago Soprano di Serradifalco, detto anche Lago Cuba, riserva naturale protetta.
Le campagne circostanti al centro abitato sono ricche di uliveti, mandorleti, ficheti e vigneti, grazie alla presenza di numerose falde acquifere e sorgenti.
Facilmente raggiungibile grazie alle numerose arterie stradali e alla stazione ferroviaria, Serradifalco dista 20 km dal capoluogo di riferimento, Caltanissetta.
STORIA
Secondo una leggenda locale, il nome della città di Serradifalco deriva dal fatto che nelle alture rocciose circostanti un tempo nidificavano numerosi falchi. Il nome trae origine proprio da una di queste rupi, poco distante dall’attuale centro abitato, da sempre denominata Serra del Falcone. Nel tempo il feudo assunse il nome Serra del Falco, per poi diventare Serradifalco.
La Serra del Falco
Le terre della Serra del Falcone erano proprietà di Berengario Angileri che le ricevette in dono da Pietro I d’Aragona.
Il Feudo di Serradifalco si trova iscritto sin dal secolo XIV nella Contea di Caltanissetta. Nel 1493 il primo conte, Giovanni Tommaso Moncada, lo vendette a Niccolò Barresi di Pietraperzia. In seguito Serradifalco appartenne ad Antonio Rizzono, a Raimondo Moncada, a Giovanni Luigi Settimo, ad Antonio La Rocca e a Francesco Graffeo, che fu nominato Barone di Serradifalco a seguito della licenza di popolare (jus populandi) concessagli dall’Ufficio del Protonotaro del Regno il 6 dicembre 1640. Governatore del Regno in quell’anno era Mons. Pietro Corsetto, Vescovo di Cefalù.
A causa della giovane età del Barone Francesco Graffeo, a rappresentare i suoi interessi era la nonna, Donna Maria Ventimiglia e Sarzana, alla quale la licenza di popolare concedeva la facoltà di riunire una nuova popolazione e costruire nuove abitazioni, nonché l’utilizzo in esclusiva di tutte le risorse naturali del feudo.
Dopo 35 anni di signoria dei Graffeo, il 15 maggio 1652 il Feudo e il titolo di Barone di Serradifalco vennero venduti al palermitano Leonardo Lo Faso che diventò il primo barone di casa Lo Faso. Si deve a lui il vero e proprio sviluppo economico e demografico del comune di Serradifalco.
La famiglia Lo Faso non era di origine siciliana, ma lombarda. Il primo Lo Faso a giungere in Sicilia fu Antonio, che nel 1243 fu nominato da Federico II Governatore di Caltanissetta.





