Questo che riportiamo qui sotto è l’articolo apparso su livesicilia.it, prendiamo atto di questa bella iniziativa ma una riflessione nasce spontanea, perchè le nostre miniere di zolfo e qielle di sale sono state abbandonate?? perchè si è sciupato e perso in questo modo un patrimonio storico culturale sociale così grande per serradifalco?? Come mai nessuno ha pensato di valorizzarle prima che si chiudessero per i motivi che un giorno insieme valuteremo?? Si è persa un altra grande occasione e non solo abbiamo perso la nostra identità, la memoria dei nostri padri dei nostri avi che hanno sudato sangue e perso la vita in quelle miniere che per Serradifalco erano tutto e che ci hanno dato il benessere economico che oggi via via si sta smarrendo.
A vent’anni dalla loro chiusura chiediamo una riflessione seria alla nostra comunità e soprattutto lanciamo un’idea della loro valorizzazione propio come l’iniziativa che adesso pubblichiamo.
“da Livesicilia.it” riportiamo:
Dopo 6 anni di lavoro per un progetto di oltre 5 milioni e mezzo di euro che abbraccia un terreno di 6mila metri quadri, lunedì 8 marzo la Soprintendenza di Caltanissetta, diretta da Rosalba Panvini, restituirà alla pubblica fruizione un esempio di archeologia industriale: la miniera di zolfo di Trabia Tallarita.
La Regione siciliana (assessorato dei Beni culturali e dell’Identita’ siciliana) anni addietro ha acquisito al proprio demanio questo bene etno-antropologico, per recuperare i complessi esistenti, con gli annessi edifici industriali che ancora si conservano, i macchinari e le attrezzature utilizzate per la lavorazione del minerale.
Il vasto altopiano gessoso-solfifero, tra i più grandi d’Europa, per anni disabitato e lasciato in stato di abbandono, è stato così valorizzato per ricordare e fruire di un patrimonio universale, “dove la storia del genere umano s’intreccia con la storia della sua terra e delle sue ricchezze – spiega Rosalba Panvini -, dove la fatica degli uomini si è profondamente intersecata con lo sviluppo e l’evoluzione della società”. (AdnKronos)





